Le categorie come strategia
Quando ho iniziato a fare questo meraviglioso lavoro di P.O. in ambito educativo e scolastico, una delle mie più salde convinzioni è stata l’efficacia dell’anticipazione. Cosa voglio dire con questo? Significa che in educazione è necessario organizzarsi per prevenire alcune difficoltà; ciò non vuol dire che gli ostacoli e le fatiche non ci saranno o che dovremo evitarli ai nostri bambini, non si può e non è nemmeno giusto, ma che dobbiamo creare una base solida di esperienze e apprendimenti che saranno il sostegno proprio nei momenti più faticosi del crescere.
Una di queste basi è certamente avviarli ad un corretto uso delle categorie e della capacità di classificare. Detto così sembra un lavoro difficile, in realtà è piuttosto semplice e pure molto divertente per i bambini. Infatti fin da piccoli si può stimolare questa abilità già partendo dai 18 mesi, ad esempio con una sistemazione intelligente dei loro giocattoli. Anziché tutto in un grande cesto, disporre diversi contenitori per ciascuna tipologia di giocattolo in modo che il piccolo sia stimolato a pensare quali siano le affinità tra un gioco e l’altro e trovare in autonomia la soluzione. State certi che lo saprà fare…l’ho sperimentato! Tra l’altro i bambini trovano grande soddisfazione quando comprendono la collocazione corretta degli oggetti. In questa strategia ricordiamo sempre che le categorie devono essere funzionali ad uno scopo, perciò flessibili e modificabili a seconda dell’utilizzo necessario per il nostro bambino.
Facciamo un esempio: se il mio bambino vuole mettere nello stesso contenitore tutti i regali ricevuti per il suo compleanno appena festeggiato, pur essendo tutti di diverse categorie, non sta facendo una classificazione scorretta, ma sta scegliendo quella funzionale al suo scopo, cioè tenere vive le belle emozioni che ha vissuto nella sua festa e gustarle più a lungo possibile. Passato il tempo necessario, sarà lui stesso a collocarli poi nelle rispettive categorie. Così facendo ha fatto due passaggi molto importanti per organizzare il suo pensiero e l’adulto che lo osserva potrà verbalizzare quanto vede e rendere consapevole il bambino di un processo importante.
Un altro modo strategico per avviarli a questa competenza è quello di farli collaborare nelle attività quotidiane, con piccoli compiti adatti all’età. So per certo che alcuni genitori non sfruttano questa opportunità pensando di fare prima a fare da soli. Può essere vero, ma così facendo allontaniamo e complichiamo lo sviluppo dell’autonomia dei nostri bambini. Per crescere autonomi è necessario avere una mente organizzata, un pensiero ordinato e questo si allena proprio con l’uso appropriato delle categorie. Per questo tipo di strategia esistono tantissime tabelle di riferimento per avere un consiglio su cosa si può proporre ad un bimbo in base all’età, per non pretendere ciò che non possono fare. Ognuna di queste collaborazioni domestiche accende il mondo delle categorie e ne fa un uso pratico.
Rispettare i loro tempi ma sempre stimolando nuovi apprendimenti è il modo migliore per tenere accesi i cinque sensi, insegnare loro a raccogliere informazioni dalla realtà che li circonda e organizzare le idee. Ottimo inizio per una vita creativa.
Metto qui un esempio preso da www.cosedamamme.it di cosa possono fare i bambini nelle varie età, ma ricordiamo sempre che ogni bambino è diverso e queste tabelle sono indicative. Ciascuno conosce il suo soggetto e agirà di conseguenza. Bambini molto curiosi imparano in fretta, altri più riflessivi o insicuri, avranno bisogno di maggiori conferme.
Aggiungo infine un altro suggerimento: quando si organizza il pensiero per compiere una determinata azione, si mettono in ordine le idee in modo logico e si predispongono sequenze di azioni. Per questo motivo è bene utilizzare i giochi che lavorano sulle sequenze.
Sequenze di colori, di oggetti, di forme. Sequenze di sviluppo di una ricetta, di un gioco da costruire, di un riordino da fare e via via quello che la fantasia vi suggerisce. Questa modalità avvia ad una competenza indispensabile per imparare a pianificare. Ora mi fermo altrimenti mi viene da entrare nell’immenso mondo dell’educazione alla gestione del tempo che è un altro capitolo di cui magari scriverò qui in altra occasione.
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